50 anni fa nasce il regio istituto tecnico industriale di Foligno

Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, l'industria lavorava per le richieste che comportavano le esigenze della guerra. La manodopera per lo sforzo bellico era fornita dalla scuola tecnica professionale attraverso i corsi diurni e serali; oltre ai tecnici professionali erano richiesti molti tecnici nel reparto officina ed esperti di laboratorio che solo l'istituto tecnico industriale poteva fornire. Le industrie folignati richiedevano sempre tecnici dai pochi istituti industriali esistenti nella zona. La condizione economica e l'area geografica della città erano soddisfacenti per creare ad un istituto per soddisfare le esigenze locali.

L'azione di Giorgio Guarrella e di Pietro Mazzereni fece sì che, con un decreto ministeriale nel 1940 e con un contributo statale di 500.000 lire nell'anno scolastico 1940-41, partisse il corso d'istruzione per le prime due classi dell'istituto tecnico industriale di Foligno per periti industriali elettricisti; tale corso fu il primo di questo genere in provincia di Perugia. Nel suo primo anno di vita l'istituto contava 83 iscritti nelle prime due classi.Vi era però il problema di dover ospitare sia gli alunni della scuola professionale sia gli alunni dell'istituto tecnico industriale nel vecchio convento. Il comune di Foligno per risolvere questo problema costruì un primo lotto di quattro aule e un grosso padiglione. Contemporaneamente si costruiva un altro edificio scolastico con locali interrati utilizzato come rifugio anti-aereo per la guerra. Nonostante la guerra al nuovo istituto, nei primi tre anni, non mancarono i finanziamenti che lo misero in condizione di poter disporre d'attrezzature e macchinari. Nel 1943 ci furono i primi periti industriali e per quanto riguarda la guerra la situazione si aggravò notevolmente e così per l'istituto industriale e annessa scuola tecnica e d'avviamento cominciarono le prime difficoltà. Nel luglio del 1943 fu firmata una cambiale per pagare gli stipendi del personale della scuola; con i bombardamenti del settembre del 1943 tutti gli uffici centrali vennero trasferiti nel nord dell'Italia, poiché l'Umbria era sotto il dominio tedesco.

Il personale della scuola si rifugiò nelle campagne e nelle frazioni, poiché la città di Foligno era sotto pesanti bombardamenti che rendevano impraticabili i servizi pubblici. La scuola continuò a funzionare e per molti giorni i trasferimenti dei materiali avvennero sotto il controllo dei tedeschi. Gli stipendi dei professori furono pagati regolarmente e gli esami dell'anno 1943-44 iniziarono il 20 maggio e si svolsero all'aperto in un casolare. Quando gli inglesi arrivarono a Foligno, nel giugno 1944, trovarono la città semidistrutta poichè, nel periodo appena prima dell'arrivo degli inglesi, Foligno era stata bersaglio di molti bombardamenti: 36 bombardamenti in sei mesi. Nel frattempo la scuola fu occupata dalle truppe indiane e africane che gli arrecarono ulteriori danni oltre quelli dei bombardamenti.Le macchine utensili più moderne furono prese dalle officine Grandi Riparazioni Ferrovie dello Stato. Il preside Guarella fece aprire le iscrizioni per l'anno scolastico 1944-45, gli iscritti furono ben 559. Le lezioni teoriche si tenevano in una soffitta di un orfanotrofio femminile, privo di riscaldamento, ma nonostante tutto ciò si diplomarono ben 58 periti. Durante quest'anno scolastico la scuola ebbe ancora problemi finanziari, emise così una nuova cambiale per i pagamenti da fare finchè non arrivarono i fondi del governo militare alleato. Il 18 ottobre 1945 furono restituiti dalle autorità i soldi precedentemente anticipati e subito il Comune fece una perizia sui lavori da fare e avviò la pratica. Prima che tale pratica potesse completare il suo percorso di approvazioni sarebbe trascorso troppo tempo e perciò il Preside e il Presidente del Consiglio d'Amministrazione fecero subito eseguire i lavori di ristrutturazione: si poterono così cominciare regolarmente le lezioni grazie anche all'aiuto del genio civile.Nello stesso anno il preside Guarella si trasferì in una sede universitaria, lasciando alla città di Foligno una scuola perfettamente funzionante.

Per colmare il vuoto creato dal preside Guarella fu chiamato l'ingegner Bruno Zacchilli proveniente dall'istituto delle Marche. Alla fine del 1946 tornò ad occuparsi dell'istituto delle Marche e a questo punto subentrò il nuovo preside, l'ingegner Ettore Checchia. Negli anni post bellici ci fu una crescente disoccupazione con conseguente diminuzione degli stipendi e crescente inflazione. In tali condizioni i finanziamenti per la scuola furono insufficienti: oltre il 90% era destinato agli stipendi e così rimaneva ben poco per le altre spese. Nel 1948 cominciò la costruzione della nuova scuola. In quest'anno vi fu un esodo d'ingegneri e per tamponare tale situazione le lezioni teoriche furono tenute dai capi officina; tra l'anno scolastico 1944/45 e 1952/53 vi fu un calo degli studenti iscritti che passarono da 559 a 240. Il lavoro per conto di terzi portava un po' di sollievo finanziario alle casse della scuola. Nel 1949 Domenico Pignatari occupò il posto di Checchia per diventare preside della scuola. Venuto a Foligno trovò delle attrezzature in piena efficienza, ma in gran parte obsolete, un edificio rimasto a metà e un calo delle iscrizioni.

Per risolvere questi problemi fu presentato un piano che prevedeva un contributo di 54 milioni di lire per il rinnovo delle attrezzature e per le rifiniture dell'edificio. Ma nell'ottobre del 1955, il preside lasciò la sua carica per andare alla direzione dell'istituto industriale di Napoli. A soli 56 anni il preside Pignatari morìe così la vedova di Pignatari donò all'I.T.I. la sua ricchissima biblioteca con ben 662 volumi. Pignatari fu sostituito da Saverio Andeani. Nei tre anni del preside Andreani vi fu l'ultimazione della nuova sede dell'istituto industriale. L'inaugurazione durò due giorni ; vennero i presidi di tutti gli istituti tecnici industriali d'Italia, ma l'edificio appena inaugurato era già obsoleto poichè progettato ben 17 anni prima e insufficiente per capienza d'uffici e aule.

Dal 1953 in poi si ebbe un aumento delle iscrizioni. Nell'anno scolastico 1959-60 venne nominato come nuovo preside il dottor ingegnere Domenico Sidoti proveniente da Pisa. Al suo arrivo il nuovo preside trovava nella sua scuola 755 alunni.Il grande aumento della popolazione scolastica era dovuto dal boom economico degli anni 50 che richiamava verso le industrie una notevole quantità di manodopera e di tecnici. Nell'anno scolastico 1960-61 fu avviata, in via sperimentale, la nuova sezione per periti in telecomunicazioni. Nell'anno scolastico 1962-63 è nominato preside dell'ITI il professore Saverio Andreani; nello stesso anno quest'ultimo diventa anche il preside supplente dell'IPSIA. L'anno scolastico 1962-63 fu caratterizzato dall'istituzione dell'indirizzo metalmeccanico. Nell'anno 1965-66 si ha il più alto numero d'iscrizioni: 1676 studenti dipartiti in 56 classi. Nell'ottobre del 1966 il preside prof. Andreani lasciava l'incarico della direzione dell'istituto al dr.prof. Renato Sibona proveniente dall'istituto tecnico industriale di Chieti.Nell'anno scolastico 1970-71 entrò in funzione la sezione serale per lavoratori e studenti dell'istituto.

La sezione serale, che raggiunse punte di frequenza fino a 113 iscritti, cessò la sua attività nell'anno scolastico 1976-77, dopo aver assolto un compito altamente sociale.