TAPPE FONDAMENTALI
ARRIVA LA CORRENTE ELETTRICA
Fin dai primi anni nella scuola iniziò a funzionare un corso di preparazione per aspiranti alla condotta di caldaie a vapore molto frequentato, tanto che nell'anno 1893 furono abilitati ben 41 allievi. Nell'anno scolastico 1898/99 , la scuola fu dotata del primo motore elettrico. Questo aveva la forza di quattro cavalli che velocizzarono e prolificarono le applicazioni degli allievi togliendo l'inconveniente di adibire allievi per mettere in movimento le macchine. L'elettricità era arrivata a Foligno tre anni prima dalla centrale elettrica dell'Altolina che sfruttava il salto del fiume Menotre, dalla frazione di Pale a quella di Belfiore. In quella occasione, sia il consiglio degli insegnanti che il consiglio di perfezionamento della scuola, si resero conto dell'importanza dell'avvenimento e nella relazione finale dell'anno scolastico 1894/95 auspicarono di aggiungere, in un prossimo futuro, all'istituto un insegnamento speciale idoneo alla vigilanza e alla conoscenza appropriata del funzionamneto della luce elettrica. Nel 1905 il progetto citato fu realizzato.
ARCHIMEDE NAPOLITANO
Fu un grande maestro conosciuto anche dagli ultrasessantenni del 1940/43. Fu l'unico docente che insegnò per 46 anni ininterrotti. I primi periti industriali, diplomati dal neo istituto tecnico, lo ricordano alle future generazioni di studenti come esempio di rettitudine, di grande capacità personale e completa dedizione alla scuola. Il primo venticinquennio si concluse con un bilancio più che positivo di allievi della scuola che dilagarono in tutto il paese e all'estero, tenendo alto il prestigio della scuola e della città. Un avvenimento increscioso venne a turbare la vita della scuola. Nel 1900 fu ucciso il re Umberto I , che aveva visitato la scuola nel 1882, e all'interno dell'istituto furono sfregiati alcuni ritratti del re. Gli insegnanti decisero di nascondere la cosa considerandola una bravata giovanile. Tutto ciò portò alla chiusura della scuola per quasi 2 anni e alla nomina di un commissario governativo che avrebbe dovuto redigere un nuovo statuto e sospendere tutti gli insegnamenti per 11 mesi. Il primo dicembre 1901 veniva firmato il decreto del riordinamento della scuola. Questo decreto portò la durata degli studi a 3 anni anzichè 5 e come riordinamento lasciò poco spazio decisionale agli insegnanti, era infatti compito del consiglio direttivo di proporre programmi, libri e orari. Gli iscritti da 78 nel 1902, divennero 121 nel 1906, mentre i locali adibiti ad aule ed officine erano gli stessi di trentanni prima, questo dimostrava le difficoltà in cui veniva a trovarsi la scuola. Queste difficoltà si acuirono nell'anno 1909/1910 allorché gli iscritti raggiunsero la quota massima di 143, per poi oscillare tra 125 e 135. Un altro problema non meno grave era che gli allievi abbandonavano gli studi prima della fine dell'anno scolastico. Se nella prima classe gli iscritti erano 70, alla fine degli esami di licenza i promossi erano solo 13.
LA SCUOLA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Durante la prima guerra i locali della scuola furono requisiti dalla Croce Rossa Italiana che vi insediò un ospedale militare. La stagnazione della scuola in quel periodo determinò un fatto piuttosto grave: l'applicazione in ritardo della legge N° 854 che prevedeva la classificazione delle scuole del Regno e dei relativi finanziamenti. Questo provocò la classificazione della Scuola d'Arti e Mestieri di Foligno come di II° grado. La sezione meccanici-elettricisti assumeva la denominazione di Regia Scuola Industriale. Alla gestione amministrativa pensava il consiglio di amministrazione, presieduto da Paolo Lattansi. Il primo periodo fu duro perchè la scuola con soli 44.550 lire annue non riusciva a pagare bene il personale che era a sua volta sfiduciato. Sotto l'impulso del nuovo presidente la scuola si rimise in moto e riuscì ad ottenere notevoli finanziamenti dallo Stato, utilizzati per acquistare nuovi macchinari. Per promuovere la nuova scuola in una di terzo grado venne fatto sopraelevare l'edificio preesistente per ricavarne nuove aule. Con queste nuove modifiche nel 1924/25 gli iscritti raggiunsero la quota massima di 170 più altri nei corsi serali per meccanici che davano le basi per un Corso di Motoristi d'Aviazione. Nel 1927 Lattansi fu costretto a dimmettersi per le sue idee contrastanti con quelle del regime al potere. Divenne così nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione Romolo Raschi, il quale nel 1928 comunicò al Ministero la direzione della scuola, affidata a Giorgio Guarella. Nel 1929 ebbe inizio la costruzione dei nuovi capannoni, piazzali interni e l'apertura sulla nuova strada (V.le Marconi) da parte del comune. I lavori terminarono un anno dopo. Negli anni a venire la scuola assunse più nomi dalla scuola industriale di tirocinio alla scuola tecnica industriale, che, a differenza della precedente, non aveva corsi biennali con due specializzazioni: meccanici e falegnami. Nel 1934 divenne presidente del consiglio d'amministrazione Pietro Mazzoleni. Questo istituì un nuovo corso per chimici ed elettricisti grazie alle numerose rischieste del ministero. Quattro anni prima della II° G.M. nasceva a Foligno un nuovo stabilimento per la fabbricazione di aerei (aeronatica umbra) che arrivò a contare 3000 dipendenti. Foligno nel corso della guerra prestò campi di aviazione poichè era considerata sicura, essendo lontana da fronti militari. Negli anni 40 Foligno era considerata tra i grandi centri industrializzati del nord-Italia. Questo sviluppo industriale si risentì sulla scuola che aumentò le sue dimensoni e il numero di allievi. Nel 1940 la scuola cambiò nuovamente nome e divenne la REGIA SCUOLA PROFESSIONALE TECNICA INDUSTRIALE A CORSO QUINQUENNALE. I programmi subirono numerose modifiche ed erano tesi a conoscenze più profonde delle elaborazioni a mano e a macchina degli strumenti di misura e di controllo. Gli studenti iscritti in quell'anno furono 561 nei corsi diurni e 223 in quelli serali per un totale di 787 frequentanti.