NOTIZIE dall' I.T.I.G. "Leonardo da Vinci" di Foligno

07/06/2006

I professori raccontano:

Marco Zoppitelli dai computer ai cieli

di Roberto Visconti (docente di sistemi ed automazione nel corso D - Informatica industriale nel 1995/96)

Ho conosciuto Marco Zoppitelli quando era un ragazzo, che aveva gia' probabilmente la passione per il volo, nell' eta' adolescenziale in cui la passione per il computer era però più forte di altre. Dopo il biennio iniziale di studi all' Istituto Tecnico, scelse la specializzazione Informatica.
Fin dal terzo anno, quando aveva 17 anni, ebbi modo di vedere come lo stimolo di avere nuove conoscenze fosse alto in lui, come pure l' interesse per le apparecchiature tecnologiche, quelle piu' avanzate possibile.
In un era ancora primordiale per Internet, era uno degli studenti che assillavano i docenti (tutti quanti venivano in suo contatto, non solo il sottoscritto) con la richiesta di informazioni sulle novità elettroniche ed informatiche, sui collegamenti in rete remota, sulla masterizzazione di CD ( i DVD ancora non esistevano), sui microprocessori più potenti ("professore, è vero che il Pentium I è gia' vecchio ?").
Studioso, ma non "secchione", con il suo interesse e la sua voglia di apprendere si guadagnò col tempo il posto di primo della classe in parecchie materie, fino a guadagnarsi dopo tre anni di fatiche il miglior voto della classe all'esame di stato per conseguire la qualifica di perito capotecnico in informatica industriale.
Il suo impegno era costante e svolgeva il suo lavoro, visto come dovere, con serietà quasi professionale per la sua età giovanile: tuttavia, si integrava benissimo sia con i compagni che coi professori, accompagnando le discussioni con compagni e professori con una sorta di raffinato humour riflessivo e con capacità di ironia che facevano già intendere che aveva già capito che i valori della vita integrano quelli che si apprendono a scuola e non si limitano a quelli soltanto.


Il tenente Marco Zoppitelli, secondo fanalino delle frecce tricolori, diplomatosi perito informatico nel 1995-96 presso ITIS Foligno
Dopo il diploma ho avuto occasione di incontrarlo a scuola, quando passava a rinfocolare le conoscenze ed a scambiare qualche chiacchiera con i conoscenti degli anni della suoi studi: ricordo che una volta, all'epoca del periodo in cui era militare nell' esercito, si presentò in divisa da carabiniere, per la gioia dei docenti I.T.P. ed A.T.A. del corso, che lo festeggiarono rumorosamente in presenza dello scrivente, pretendendo che alzasse la paletta come "segno del comando" e condividendo con lui degli attimi di autentica soddisfazione e amicizia.

Anni dopo, quando era di passaggio per trovare Massimo Sforna, un collega A.T.A. tecnico della specializzazione, lo rividi nella leggendaria "Aula 45" dell'Istituto e mi informò in quella occasione che era passato in aviazione come militare di carriera e che era stato gli U.S.A. per l'addestramento sui caccia militari Tornado. Soltanto dopo esserci salutati (da parte sua con la solita modestia che accompagna sovente chi vale) e rimasto solo con i colleghi, venni a conoscenza che era stato dichiarato war ready dagli istruttori americani (qualifica di non semplice ottenimento), e che aveva realizzato nella realtà quello che attori come Tom Cruise riescono a realizzare per finta nei film come "Top gun".

Adesso, Marco Zoppitelli non si è fermato qui: ha preferito alzare i suoi obiettivi ancora più in alto, come avrebbe fatto ogni buon aviatore. Ha finalizzato le sue capacità e le sue competenze a quello che è l'obiettivo più prestigioso ed impegnativo ( e professionalmente anche pericoloso): quello di volare con le frecce tricolori.
Non si è fatto spaventare dalle difficoltà e dagli impegni eccezionali che richiede questa qualifica, sia cognitivi che fisici (in questi casi, il superamento del muro del suono diventa una cosa quasi normale).

Bene. Da quest'anno il tenente pilota dell'aeronautica militare italiana Marco Zoppitelli è entrato a far parte della squadriglia delle frecce tricolori.
Ne ha fatta di strada... anzi, dovremmo dire "di cielo", visto che più che trovarlo davanti a noi in strada potremo trovarlo sopra le nostre teste, a qualche migliaio di metri di quota, mentre fa' uno sbuffo verde o rosso per completare il tricolore iniziato dai suoi colleghi.

R.Visconti