| I
professori raccontano: Marco Zoppitelli dai computer ai
cieli
di
Roberto Visconti (docente di sistemi ed
automazione nel corso D - Informatica industriale
nel 1995/96)
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Ho conosciuto Marco
Zoppitelli quando era un ragazzo, che aveva gia'
probabilmente la passione per il volo, nell' eta'
adolescenziale in cui la passione per il computer era
però più forte di altre. Dopo il biennio iniziale di
studi all' Istituto Tecnico, scelse la specializzazione
Informatica.
Fin dal terzo anno, quando aveva 17 anni, ebbi modo di
vedere come lo stimolo di avere nuove conoscenze fosse
alto in lui, come pure l' interesse per le
apparecchiature tecnologiche, quelle piu' avanzate
possibile.
In un era ancora primordiale per Internet, era uno degli
studenti che assillavano i docenti (tutti quanti venivano
in suo contatto, non solo il sottoscritto) con la
richiesta di informazioni sulle novità elettroniche ed
informatiche, sui collegamenti in rete remota, sulla
masterizzazione di CD ( i DVD ancora non esistevano), sui
microprocessori più potenti ("professore, è vero
che il Pentium I è gia' vecchio ?").
Studioso, ma non "secchione", con il suo
interesse e la sua voglia di apprendere si guadagnò col
tempo il posto di primo della classe in
parecchie materie, fino a guadagnarsi dopo tre anni di
fatiche il miglior voto della classe all'esame di stato
per conseguire la qualifica di perito capotecnico in
informatica industriale.
Il suo impegno era costante e svolgeva il suo lavoro,
visto come dovere, con serietà quasi professionale per
la sua età giovanile: tuttavia, si integrava benissimo
sia con i compagni che coi professori, accompagnando le
discussioni con compagni e professori con una sorta di
raffinato humour riflessivo e con capacità di ironia che
facevano già intendere che aveva già capito che i
valori della vita integrano quelli che si apprendono a
scuola e non si limitano a quelli soltanto.

| Il
tenente Marco Zoppitelli, secondo
fanalino delle frecce tricolori,
diplomatosi perito informatico nel 1995-96
presso ITIS Foligno |
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Dopo il diploma
ho avuto occasione di incontrarlo a scuola,
quando passava a rinfocolare le conoscenze ed a
scambiare qualche chiacchiera con i conoscenti
degli anni della suoi studi: ricordo che una
volta, all'epoca del periodo in cui era militare
nell' esercito, si presentò in divisa da
carabiniere, per la gioia dei docenti I.T.P. ed A.T.A.
del corso, che lo festeggiarono rumorosamente in
presenza dello scrivente, pretendendo che alzasse
la paletta come "segno del comando" e
condividendo con lui degli attimi di autentica
soddisfazione e amicizia. Anni dopo, quando era di passaggio
per trovare Massimo Sforna, un collega A.T.A.
tecnico della specializzazione, lo rividi nella
leggendaria "Aula 45" dell'Istituto e
mi informò in quella occasione che era passato
in aviazione come militare di carriera e che era
stato gli U.S.A. per l'addestramento sui caccia
militari Tornado. Soltanto dopo esserci salutati
(da parte sua con la solita modestia che
accompagna sovente chi vale) e rimasto solo con i
colleghi, venni a conoscenza che era stato
dichiarato war ready dagli istruttori
americani (qualifica di non semplice ottenimento),
e che aveva realizzato nella realtà quello che
attori come Tom Cruise riescono a realizzare per
finta nei film come "Top gun".
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Adesso, Marco Zoppitelli
non si è fermato qui: ha preferito alzare i suoi
obiettivi ancora più in alto, come avrebbe fatto ogni
buon aviatore. Ha finalizzato le sue capacità e le sue
competenze a quello che è l'obiettivo più prestigioso
ed impegnativo ( e professionalmente anche pericoloso):
quello di volare con le frecce tricolori.
Non si è fatto spaventare dalle difficoltà e dagli
impegni eccezionali che richiede questa qualifica, sia
cognitivi che fisici (in questi casi, il superamento del
muro del suono diventa una cosa quasi normale).
Bene. Da quest'anno il
tenente pilota dell'aeronautica militare italiana Marco
Zoppitelli è entrato a far parte della squadriglia delle
frecce tricolori.
Ne ha fatta di strada... anzi, dovremmo dire "di
cielo", visto che più che trovarlo davanti a noi in
strada potremo trovarlo sopra le nostre teste, a qualche
migliaio di metri di quota, mentre fa' uno sbuffo verde o
rosso per completare il tricolore iniziato dai suoi
colleghi.
R.Visconti
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