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Rasiglia
è un piccolo paese del Comune di Foligno in
mezzo al verde dei boschi della Valnerina; si trova in Umbria,
a circa È un
agglomerato di case in stile antico, quasi tutte in pietra ed ha conservato
il suo aspetto medievale; le case, non molte, una cinquantina circa, si
appoggiano sulla montagna a forma di anfiteatro. Il paese è attraversato da
numerose e ripide stradine che permettono di raggiungere i diversi punti del
paese; la parte più alta consente una bellissima vista sulla vallata. A lato
del paese scorre il fiume Menotre e, all’interno, proveniente dalla sorgente
di Capovena, un affluente che, all'altezza
dei giardini pubblici, si getta nel Menotre stesso; la sorgente di Capovena, con
le sue limpidissime acque, è di grande fascino per i visitatori. La sua acqua
è stata usata nell'antichità per attivare i mulini,
dei quali, ancora oggi, il
visitatore può ammirare la loro bellezza e immaginarsi il fervore dei lavori di
manifattura di coperte in lana pregiata, particolarmente richieste anche al di
fuori della nostra regione. La piazza
centrale, un tempo ritrovo della gioventù del paese, resta ancora
oggi un luogo molto importante perché ci sono due lapidi: una ricorda i
deportati nei campi di concentramento nazisti, l'altra è dedicata al poeta
rinascimentale Marco da Rasiglia. La piazza
resta ancora il centro del paese, il punto di incontro degli abitanti e del
turista che si ferma anche per godere della bontà delle acque che sgorgano
dalla fontanella che si trova all’inizio della piazza. Dietro
al paese una salita ci porta ai resti di una delle torri e delle mura del
Castello dei Conti Trinci. La posizione di questo castello, strategicamente
perfetta, permetteva di controllare la viabilità dell'alta valle del Menotre.
Il castello aveva in origine una pianta che si adattava allo spazio del colle
soprastante il paese, con una forma irregolare e quasi rettangolare; di questo
superbo castello rimangono soltanto i resti del torrione principale ed un
piccolo tratto della cinta muraria, recentemente restaurata dalla famiglia
Tonti, e alcune gallerie non accessibili ai turisti. Ora il
castello è diventato un cimitero. Nelle vicinanze di Rasiglia
corre Oltre alle numerose sorgenti
d’acqua (Capovena, Alzabove, Venarella, Le Vene, Anche se molto piccolo e con pochi abitanti, Rasiglia è sempre un paese con molte festività, alcune di carattere religioso, altre di semplice cultura contadina. Nella prima categoria rientra la Festa della Madonna delle Grazie che consiste nello scoprire la statua della Madonna e nel trasportarla nella chiesa del paese dove resta per sette giorni, vegliata giorno e notte dai paesani prima di essere riportata al Santuario. È tradizione che il trasporto della statua, in processione religiosa, venga fatto da otto "facchini", appositamente vestiti di camice bianco con spalline celesti, i quali, con la sola forza delle braccia, trasportano, per i quasi due chilometri, la pesante statua fino in paese, per poi rifare il percorso a ritroso sette giorni dopo. Nel periodo in cui la statua della Madonna delle Grazie rimane in paese si succedono una serie di manifestazioni religiose e pagane che hanno lo scopo non solo di consentire l'adorazione dei fedeli, ma anche fornire spettacoli di intrattenimento a visitatori accorsi alla festa. Da due anni a questa parte, nei giorni 26 Dicembre e 6 Gennaio, i paesani allestiscono un presepe vivente con costumi di tipo medievale, riproducendo gli antichi mestieri e le antiche arti. Per due giorni il paese viene trasformato e passato e presente si confondono e si mescolano: i paesani fanno il formaggio e la ricotta coi mestoli di una volta, riproducono molteplici antiche attività, mentre i visitatori li guardano con tanta curiosità; questi spettacoli, a volte comici, altre volte seri, raccontano la storia di questo paese accogliente e pieno di calore umano. Della Festa delle acque si sono perse le tracce da alcuni anni; si svolgeva nel mese di Luglio e durava una settimana; non aveva alcuna implicazione religiosa, era volta a mettere in risalto le bellezze del paese, riccamente addobbato per l'occasione, ed in particolare le sue innumerevoli sorgenti di acqua pura che venivano mostrate ai visitatori durante tutto l'arco della giornata con apposite visite guidate dei paesani che gratuitamente si mettevano a disposizione del turista; gli abitanti ricordano le suggestive illuminazioni notturne delle acque che, grazie alle intense luci, creavano bellissimi giochi di colori. Una serie di spettacoli folcloristici e di intrattenimento nonché un ristorante itinerante, gestito dai paesani con piatti tipici preparati all'istante, della tradizionale cucina Umbra, allietavano ed intrattenevano gli ospiti. Purtroppo di tale festività si è persa la tradizione da alcuni anni, l'ultima che si ricordi risale al 1996. |