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GUIDA TURISTICA

 

Rasiglia è un piccolo paese del Comune di Foligno  in mezzo al verde dei boschi della Valnerina; si trova in Umbria,  a circa 19 km da Foligno, a 648 metri sul livello del mare, sulla strada statale 319, la Sellanese , che conduce in alta Valnerina.

È un agglomerato di case in stile antico, quasi tutte in pietra ed ha  conservato il suo aspetto medievale; le case, non molte, una cinquantina circa, si appoggiano sulla montagna a forma di anfiteatro. Il paese è attraversato da numerose e ripide stradine che permettono di raggiungere i diversi punti del paese; la parte più alta consente una bellissima vista sulla vallata.

A lato del paese scorre il fiume Menotre e, all’interno, proveniente dalla sorgente di Capovena, un affluente che,  all'altezza dei giardini pubblici, si getta nel Menotre stesso; la sorgente di Capovena, con le sue limpidissime acque, è di grande fascino per i visitatori. La sua  acqua è stata usata nell'antichità per attivare i  mulini, dei quali, ancora oggi,  il visitatore può ammirare la loro bellezza e immaginarsi il fervore dei lavori di manifattura di coperte in lana pregiata, particolarmente richieste anche al di fuori della nostra regione.

La piazza centrale, un tempo ritrovo della gioventù del paese, resta ancora oggi un luogo molto importante perché ci sono due lapidi: una ricorda i deportati nei campi di concentramento nazisti, l'altra è dedicata al poeta rinascimentale Marco da Rasiglia. La piazza resta ancora il centro del paese, il punto di incontro degli abitanti e del turista che si ferma anche per godere della bontà delle acque che sgorgano dalla fontanella che si trova all’inizio della piazza.

Dietro al paese una salita ci porta ai resti di una delle torri e delle mura del Castello dei Conti Trinci. La posizione di questo castello, strategicamente perfetta, permetteva di controllare la viabilità dell'alta valle del Menotre. Il castello aveva in origine una pianta che si adattava allo spazio del colle soprastante il paese, con una forma irregolare e quasi rettangolare; di questo superbo castello rimangono soltanto i resti del torrione principale ed un piccolo tratto della cinta muraria, recentemente restaurata dalla famiglia Tonti, e alcune gallerie non accessibili ai turisti. Ora  il castello è diventato un cimitero.

Nelle vicinanze di Rasiglia corre la via Lauretana che collegava Foligno, attraverso il piano di Colfiorito, alla città-santuario di Loreto e perciò chiamata strada Lauretana (oggi S.S. n. 77 di "Val di Chienti").

Oltre alle numerose sorgenti d’acqua (Capovena, Alzabove, Venarella, Le Vene, la Vena Pidocchiosa , le Vene di Campolungo), una delle quali alimenta l’acquedotto che porta l'acqua a Foligno, Montefalco ed in molte zone dell'Umbria, Rasiglia vanta la presenza, poco fuori il caseggiato, del Santuario della Madonna delle Grazie, aperto alle persone tutti i giorni ed occasionalmente utilizzato per celebrare matrimoni. Al suo interno viene custodita una riproduzione della Madonna risalente al 1600 e riccamente decorata anche da una corona che la tradizione dice essere stata donata da una regina di Spagna. Il santuario fu fondato il 15 Agosto 1450 da Antonio Bolognini a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna. La Chiesa a pianta quadrangolare, con un abside semicircolare con annessa una cappella sotterranea, ha una sola navata, un portico sorretto da sei pilastri e tre colonne in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Le pareti della Chiesa sono completamente affrescate con pitture che raffigurano vari momenti della Passione di Gesù ed il suo sacrificio sulla Croce. Vicino all' ingresso si trova la finestra del viandante con la buca delle elemosine. Sopra  l'altare, che ha subito molte trasformazioni nel corso degli anni, si trova l' affresco della Vergine Maria davanti al Bambinello, con una grande nicchia intagliata e ornata da quattro putti dorati, realizzata nel 1950 dall' artista Giuseppe Piermarini. Le pareti sono ricoperte da affreschi appartenenti a maestri del XV secolo. La parete sinistra presenta una porta ad arco con un rosone ed è usata come ingresso secondario. Sul lato destro del Santuario, nel 1936, fu costruita la scaletta dell'eremita con la relativa abitazione. Negli anni del dopoguerra gli abitanti del paese costruirono gratuitamente, adiacente al Santuario, un grosso edificio che denominarono "La Casa del Pellegrino" il cui originario scopo sarebbe dovuto essere quello di fornire alloggio e ristoro ai viandanti che visitavano il Santuario. In anni più recenti il grosso refettorio con annessa cucina  è stato utilizzato anche per i banchetti delle coppie del paese, e, ancora più recentemente, la Curia Vescovile di Foligno lo utilizza come colonia estiva per i ragazzi degli oratori.

Anche se molto piccolo e con pochi abitanti, Rasiglia è sempre un paese con molte festività, alcune di carattere religioso, altre di semplice cultura contadina.

Nella prima categoria rientra la Festa della Madonna delle Grazie che consiste nello scoprire la statua della Madonna e nel trasportarla nella chiesa del paese  dove resta per sette giorni, vegliata giorno e notte dai paesani prima di essere riportata al Santuario. È tradizione che il trasporto della statua, in processione religiosa, venga fatto da otto "facchini", appositamente vestiti di camice bianco con spalline celesti, i quali, con la sola forza delle braccia, trasportano, per i quasi due chilometri, la pesante statua fino in paese, per poi rifare il percorso a ritroso sette giorni dopo. Nel periodo in cui la statua della Madonna delle Grazie rimane in paese si succedono una serie di manifestazioni religiose e pagane che hanno lo scopo non solo di consentire l'adorazione dei fedeli, ma anche fornire spettacoli di intrattenimento a visitatori accorsi alla festa.

Da due anni a questa parte, nei giorni 26 Dicembre e 6 Gennaio, i paesani allestiscono un presepe vivente con costumi di tipo medievale, riproducendo gli antichi mestieri e le antiche arti. Per  due giorni il paese viene trasformato  e passato e presente si confondono e si mescolano: i paesani fanno il formaggio e la ricotta coi mestoli di una volta, riproducono molteplici antiche attività, mentre i visitatori li guardano con tanta curiosità; questi spettacoli, a volte comici, altre volte seri, raccontano la storia di questo paese accogliente e pieno di calore umano.

Della Festa delle acque si sono perse le tracce da alcuni anni; si svolgeva nel mese di Luglio e durava una settimana; non aveva alcuna implicazione religiosa, era volta a mettere in risalto le bellezze del paese, riccamente addobbato per l'occasione, ed in particolare le sue innumerevoli sorgenti di acqua pura che venivano mostrate ai visitatori durante tutto l'arco della giornata con apposite visite guidate dei paesani che gratuitamente si mettevano a disposizione del turista; gli abitanti ricordano le suggestive illuminazioni notturne delle acque che, grazie alle intense luci, creavano bellissimi giochi di colori. Una serie di spettacoli folcloristici e di intrattenimento nonché un ristorante itinerante, gestito dai paesani con piatti tipici preparati all'istante, della tradizionale cucina Umbra, allietavano ed intrattenevano gli ospiti. Purtroppo di tale festività si è persa la tradizione da alcuni anni, l'ultima che si ricordi risale al 1996.